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Sinceramente, senatore... me ne frego! PDF Stampa E-mail
Urla dalla coscienza
Mercoledì 09 Giugno 2010 10:45
La notizia rimbalza sul web e si infila sovversivamente nelle caselle di posta. L'unica fonte di informazione ancora valida e difficilmente controllabile sta subendo un ennesimo attacco da parte di una dittatura ormai consolidata.
Ve la giro così come mi è pervenuta,... le considerazioni alla fine.
Ieri il Senato ha approvato il cosiddetto pacchetto sicurezza (D.d.L. 733) tra gli altri con un emendamento del senatore Gianpiero D'Alia (UDC) identificato dall'articolo 50-bis: "Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet"; la prossima settimana Il testo approderà alla Camera come articolo nr. 60.

Questo senatore NON fa neanche parte della maggioranza al Governo... il che la dice lunga sulle alleanze trasversali del disegno liberticida della Casta.

In pratica in base a questo emendamento se un qualunque cittadino dovesse invitare attraverso un blog (o un profilo su fb, o altro sulla rete) a disobbedire o a ISTIGARE (cioè.. CRITICARE..??!) contro una legge che ritiene ingiusta, i providers DOVRANNO bloccarne il blog o il sito.

Questo provvedimento può far oscurare la visibilità di un sito in Italia ovunque si trovi, anche se è all'ESTERO; basta che il Ministro dell'Interno disponga con proprio decreto l'interruzione dell'attività del blogger, ordinandone il blocco ai fornitori di connettività alla rete internet. L'attività di filtraggio imposta dovrebbe avvenire entro 24 ore; pena, per i provider, sanzioni da 50.000 a 250.000 euro.

Per i blogger è invece previsto il carcere da 1 a 5 anni oltre ad una pena ulteriore da 6 mesi a 5 anni perl'istigazione alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico o all'ODIO (!) fra le classi sociali.
MORALE: questa legge può ripulire immediatamente tutti i motori di ricerca da tutti i link scomodi per la Casta.

In pratica sarà possibile bloccare in Italia (come in Iran, in Birmania e in Cina) Facebook, Youtube e la rete da tutti i blog che al momento rappresentano in Italia l'unica informazione non condizionata e/o censurata.

ITALIA: l'unico Paese al mondo in cui una media company (Mediaset) ha citato YouTube per danni chiedendo 500 milioni euro di risarcimento.

Con questa legge non sarà più necessario, nulla sarà più di ostacolo anche in termini PREVENTIVI.
Dopo la proposta di legge Cassinelli e l'istituzione di una commissione contro la pirateria digitale e multimediale che tra meno di 60 giorni dovrà presenterà al Parlamento un testo di legge su questa materia, questo emendamento al "pacchetto sicurezza" di fatto rende esplicito il progetto del Governo di "normalizzare" con leggi di repressione internet e tutto il sistema di relazioni e informazioni che finora non riusciva a dominare.

Mentre negli USA Obama ha vinto le elezioni grazie ad internet, l'Italia prende a modello la Cina, la Birmania e l'Iran.
Oggi gli UNICI media che hanno fatto rimbalzare questa notizia sono stati la rivista specializzata "Punto Informatico" e il blog di Grillo.

Fatela girare il più possibile per cercare di svegliare le coscienze addormentate degli italiani perché dove non c'è libera informazione e diritto di critica la "democrazia" è un concetto VUOTO.

documentazione diffusa da
Coordinamento degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani
http://www.perlapace.it/

Bene e ora due righe di personalissimo commento.

Credo che chi sta al governo o comunque in politica, propone leggi e tenta di dare delle regole ad un comportamento comune debba avere almeno la cultura per farlo.
E si caro senatore, mi permetto di fregarmene della sua legge grazie alla sua scarsa cultura in materia che le impedisce di comprendere i pricipi di base di una rete internet, si nota da qs punto:
Questo provvedimento può far oscurare la visibilità di un sito in Italia ovunque si trovi, anche se è all'ESTERO;
... ma dove ha letto che queste cose sono possibili? ... sul manuale del giovane politico? ... in quelli di informatica no sicuramente!
Mi permetto di fregarmene pur non violando il suo ammonimento a non avere ed esprimere le mie idee.
Come il peggiore dei cybercriminali, questo dominio e numerosi altri troveranno una pace residenziale in paesi affacciati sul baltico o su server la cui ubicazione richiederebbe quantomeno la licenza elementare per essere conosciuta.

Il nostro presidente del consiglio invece ha le idee molto chiare, lui non può essere spiato ma se si deve difendere può spiare gli altri.
Chi frequenta l'ambiente della sicurezza informatica ricorda ancora benissimo il lavoro portato a termine da Matteo Flora (lastknight.com) a favore di Mediaset.
Autorizzato da un giudice? Ma vi sembra che per operazioni autorizzate si assuma un hacker?
Per chi ha voglia di ripercorrere la vicenda consiglio una bella ricerca su Google usando la key: "Mediaset vs youtube" o di andare sul blog di Matteo a ricercare il post aperto dopo aver ricevuto gli "apprezzamenti" della comunità hackers italiana.
lastknight.com/2008/07/30/matteo-flora-mediaset-contro-google-e-youtube/
 
 
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