| Giornalai o giornalisti? |
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| Urla dalla coscienza |
| Martedì 12 Gennaio 2010 10:38 |
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Che l'informazione sia in crisi è ormai palese, anche se ritengo sia un termine sbagliato. Può essere in crisi l'editoria, l'informazione non teme le inflazioni, o viene fatta o non viene fatta, un po' come i nodi di Capitan Findus. E in Italia non viene fatta. Ormai l'informazione è stata sostituita dall'opinione che si sa è un po' sempre come le scarpe: ognuno ha le sue, i fatti invece, non possono essere molteplici, un fatto è quasi sempre inequivocabile se ci si attiene ai soli accadimenti. E questo è un male, ma non il solo; la situazione diventa grave quando diventano strumento di diffusione delle idee dell'editore, allora la realtà diventa solo un contorno, un pretesto attorno al quale costruire la propria visione che prende il posto del fatto stesso. Ormai il quotidiano non è più una fonte attendibile di notizie ma semplicemente ognuno compra il quotidiano che dice le cose che più gradisce. Ovvio no? No, non tanto, così ci sono tante versioni della stessa notizia quante sono le principali correnti di pensiero, ma fatti veri, notizie vere assolutamente non è possibile che ci siano. Non ho parlato di bandiere a caso ma perche le correnti di pensiero non nascono dalla coscienza civile ma unicamente dalla politica. Vabbè allora diciamolo chiaramente: i quotidiani sono più che altro organi di partito. Quì qualcuno potrebbe agitarsi pensando che diventi evidente che non esiste alcun motivo perchè ottengano sostegni pubblici come invece accade. Nessuno mi impedisce di essere apolitico o di non trovare le mie idee in nessun giornale eppure sono obbligato a dare anch'io la mia quota. Ormai i giornali o sono di sinistra o sono di Berlusconi, e i giornalisti? A questo punto c'è differenza tra un giornalaio e un giornalista? Direi che piano piano queste due professioni apparentemente così distanti si stanno sempre più assomigliando. La capacità di raccontare qualcosa che riguarda molti ma che pochi possono vedere direttamente, riuscire a rendere la drammaticità di eventi attraverso capacità letterarie e grafiche non è più richiesto, quindi cosa rimane? Puro commercio di carta stampata. Mi chiedo come ci sia rimasto stamane, chiunque dotato di cervello pensante, abbia acquistato una copia de "Il Giornale". L'ambito dei fatti era questa misteriosa indagine della procura di Trani scaturita da intercettazioni telefoniche (guarda caso devono riuscire ad impedirle). Questo giornalista di Vittorio Feltri che pensata ha avuto per informare, quindi dare la notizia, ai suoi lettori? Ha fatto ne più ne meno quello che tra se e se si dice chiunque riceva una multa..."E se si multassero i vigili?". Infatti ha intitolato la prima pagina "E se intercettassimo i magistrati?". Mi permetterei a questo punto di suggerire i titoli per le prossime edizioni: - "E se inseguissimo la Polizia?" - "E se confessassimo i preti?" - "E se le code agli sportelli le facessero gli impiegati?" - "E se licenziassimo i padroni dell'azienda?" Chiunque poi volesse approfondire la cultura che sta alla base, c'è una pagina su Wikipedia Vittorio Feltri oppure un'altra quì: dichiarazioni pubbliche. Come la penso io? Penso non ci sia nulla di strano o di penale. Se io dispongo affinchè una persona occupi una determinata posizione perchè poi non potrei chiamarla? Ipotesi benevola, che i giudici, accortisi del''assurdità della cosa, abbiano voluto sollevare un caso; ipotesi malevola che tutto sia stato organizzato prendendo i soliti due piccioni con una fava: magistratura e intercettazioni. |
Commenti
Eppure pare che nessuno se ne accorga, sono tutti impegnati a tifare Tizio piuttosto che Caio, come allo stadio.
Citazione:
Esilarante ma ho paura che tra poco succederà davvero
Bel sito!
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