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| Pirateria informatica |
| Martedì 29 Settembre 2009 15:14 |
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Non è la sola, è forse l'ultima, ma ogni giorno veniamo sommersi da email provenienti da chissà dove.
Ci accorgiamo che è sufficiente possedere una casella di posta elettronica per essere automaticamente vittime di tentativi di frode. Anche se il messaggio sembra indirizzato esplicitamente a noi, quasi ci conoscessero, difficilmente dietro vi è un'azione mirata nei nostri confronti ma giocano sui grandi numeri, più persone ricevono più è grande la probabilità che qualcuno rimanga nella rete. La quotidiana fretta che si traduce in superficialità, la poca conoscenza delle tecnologie informatiche in continua evoluzione giocano a favore di questa forma di criminalità. Credo infatti che un'attenta lettura di ciò che ci viene proposto sia già più che sufficiente a difenderci poichè il più delle volte sono richieste fatte in modo molto grossolano e da persone residenti all'estero, soprattutto paesi dell'est, con le conseguenti difficoltà di traduzione che finiscono in frasi ridicole e senza senso. Ma vediamo il caso specifico. ![]() Premessa: io non ho un conto Fideuram ne mai ho avuto a che fare con questo istituto, questo rientra nel precedente discorso dei grandi numeri. Leggendo con attenzione si possono notare particolari che non sfuggirebbero mai in una comunicazione bancaria: - Caro cliente... Ti stanno inviando una comunicazione importante, hanno disattivato il tuo account, e soprattutto abbastanza riservata e ti chiamano caro cliente? Dovrebbero sapere come ti chiami visto che ti hanno indirizzato un'email. -... a causa degli ultimi cambiamenti nell'ultimo periodo, ci hanno costretto a bloccare il tuo conto ... Ma chi sta parlando? Nemmeno un bimbo extracomunitario è così sgrammaticato, e poi ... il TUO conto? Cioè, adesso mi danno pure del tu, che banca amichevole, costruita intorno a me! - ... Per attivare il tuo account, la preghiamo di seguire... Quì proprio senza pudore, se c'è qualcuno che ancora crede che sia una comunicazione bancaria mi mandi un'email che vediamo che si può fare...., dal punto di vista medico ovviamente. - ... Si prega di attivare il tuo account entro 24 ore... Certamente! Altrimenti la Polizia Postale fa in tempo ad oscurare la pagina-trappola e loro possono dire addio ai vostri dati. Concludono come un bel "saluti", fortunatamente Google non gli ha suggerito "uelà" altrimenti mettevano quello. Mancano completamente numeri di telefono di riferimento, Nomi di persone, cariche sociali e inoltre la vostra banca non ha pensato ad una cosa importantissima: e se voi oggi non aprite la posta? .... L'ultima riga contiene pure caratteri cirillici ?! chissa da dove vengono... Tra poco lo vedremo. Passiamo infatti ad esaminare le parti più "tecniche". L'indirizzo da cliccare, quello che vi porterà alla pagina-trappola, http://www.bancafideuram.it/index.htm. Sono certo che quello è il vero indirizzo web della banca ma se vi appoggiate con il mouse al link, senza cliccare, e guardate nella barra inferiore del browser, vedrete il vero indirizzo a cui vi collegherete: http://71.57.58.161/www.fideuramonline.it/. Non è proprio lo stesso. Infatti l'indirizzo porta ad un server privato e www.fideuramonline.it non è un indirizzo, bensì una cartella; nessuno mi vieta di chiamare una cartella così. Se dopo non c'è il nome della pagina vuol dire che il compito è stato demandato all'azione di defaul del server: chiamare la pagina index.nnn in essa contenuta. Andiamo a vederla. (non fatelo, se vi capita) ![]() Ecco il form che vi aspettavate, probabilmente identico a quello a cui vi siete più volte collegati, dovete solo inserire il vostro username e la vostra password, verrete subito reindirizzati ad una pagina di errore o casuale del sito fideuram, nel frattempo i vostri dati seguiranno un'altro percorso raggiungibile dal truffatore, dove verranno memorizzati. Se siamo un po' più evoluti nell'uso del pc potevamo fare un'ulteriore verifica dell'email, guardarne il sorgente, funzionalità che ogni browser di posta permette. From - Tue Sep 29 11:09:32 2009 Non credo che i server di posta di fideuram siano a Hillsboro, negli Stati Uniti. La domanda che viene spontanea ora è: "Ma cosa se ne fanno di questi dati?". E' abbastanza ovvio che non potendo disporre direttamente di somme di danaro prelevate in modo fraudolento debbano trovare qualcuno che lo faccia al loro posto, evitando quindi di essere rintracciati. Concludendo l'ampio discorso, spero che vi siate resi conto che già dalle prime righe si poteva intuire la truffa, bastava forse un'attimo più di attenzione leggendo il messaggio, e poi, anche se vi mandano un'email una telefonata si può sempre fare, non sarete certi rimbalzati se cercate chiarimenti su truffe, anche le banche non le amano. |